Gli aggiornamenti di WordPress
Aggiornare WordPress è una scocciatura ricorrente ma è un lavoro necessario: vediamo perché farlo, come farlo, cosa può andare storto e quando è il caso di farsi aiutare da un professionista.
Aggiornare WordPress è una scocciatura ricorrente ma è un lavoro necessario: vediamo perché farlo, come farlo, cosa può andare storto e quando è il caso di farsi aiutare da un professionista.
I nostri uffici osservano una pausa estiva: saremo chiusi dal 31 agosto al 12 settembre 2026 e torneremo operativi lunedì 14 settembre. Le richieste ricevute nel frattempo verranno gestite, nell’ordine di arrivo, a partire dal rientro.
Cinquecento pagine identiche che cambiano solo il nome della città: vi spieghiamo perché questa tecnica non funziona più, da dove viene (spoiler: dai primi anni 2000) e cosa fare se ve la propongono o se l’avete sul sito.
Google non indicizza più tutto quello che pubblicate, e non per pigrizia: le risorse per scansionare il web costano e vengono assegnate con criteri sempre più severi. Vi spieghiamo l’economia del crawling con i numeri di un nostro esperimento.
Abbiamo clonato un sito vero, con anni di contenuti e AdSense attivo, e lo abbiamo misurato in otto configurazioni con oltre settanta rilevazioni: i plugin di caching a confronto, i punteggi che mentono e la soluzione che ha vinto davvero.
Il 68% delle ricerche su Google si conclude senza un clic e la tracciabilità totale del marketing digitale è finita. Niente panico: i clic che restano valgono di più, e misurare i risultati si può ancora, come si faceva prima di internet.
WordPress 7.0 è il rilascio più importante degli ultimi otto anni: arriva la collaborazione in tempo reale, nuovi blocchi Gutenberg e una serie di cambiamenti che riguardano plugin, temi e requisiti di hosting.
Un plugin si sceglie in cinque minuti e si gestisce per anni: i criteri che contano davvero, con esempi concreti dalla nostra esperienza.
Google annuncia che sta esplorando la possibilità di permettere agli editori di escludersi dalle AI Overview. Sarebbe la soluzione al crollo del traffico, ma il linguaggio è vago e il timing sospetto. Analizziamo cosa significa davvero.