webooking.net – directory turistica Italia e Malta (progetto interno Supero)

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Per gli utenti più giovani il concetto stesso di directory può essere difficile da capire: bisogna tornare agli albori del web per comprenderne l’utilità, quando i motori di ricerca non esistevano o non erano in grado di restituire risultati soddisfacenti.

Ci fu un tempo in cui i siti web non erano milioni ma “sorgevano come funghi”. Molti fornivano informazioni interessanti, quasi sempre in modo gratuito, e fu presto evidente uno dei problemi di usabilità del nascente web: trovare queste informazioni.

I primitivi browser dell’epoca permettevano di memorizzare i segnalibri. Sullo stesso concetto nacquero le directory, strutture ad albero con cui classificare i siti, un po’ come fate sul vostro computer quando decidete dove salvare un nuovo file.

Siccome in quel periodo i motori di ricerca o non c’erano o funzionavano male, le directory erano utilissime. Si cominciò a condividerle e poi a pubblicarle. La più famosa fu quella di Yahoo, poi nacque Dmoz, una directory i cui contenuti erano gestiti da un esercito di editor volontari.

Un po’ in tutto il web dell’epoca si diffusero directory, dato che era relativamente facile installare uno script sul proprio sito e cominciare a pubblicare pagine.

Stiamo parlando al passato perché, col passare degli anni, si resero evidenti due cose: i motori di ricerca cominciarono a funzionare piuttosto bene, gli utenti li usarono sempre più spesso e con maggiore soddisfazione; in secondo luogo le directory mostrarono presto i loro limiti, alcuni fisiologici, altri legati all’abuso che se ne fece.

I limiti fisiologici delle directory sono sostanzialmente due:

  1. Classificazione rigida. La necessità di assegnare un solo argomento per ogni sito è spesso un limite importante. Ad esempio, in una directory di abbigliamento possiamo avere due “foglie”: intimo e costumi da bagno. Cosa succede se un sito tratta entrambi? Un sistema “molti a molti” basato su tag funziona meglio, ma il limite resta forte per i portaloni informativi che coprono molti argomenti, a meno di replicare la stessa pagina in più categorie… con possibili abusi.
  2. Manutenzione noiosa. Creare una directory è facile e divertente; mantenerla aggiornata è noioso e poco appagante. Per mantenere contenuti di valore serve controllare periodicamente quanto inserito, e questo non lo fa quasi nessuno.

Oltre a questi due problemi, le directory vennero usate (e abusate) da webmaster e smanettoni SEO.

I motori di ricerca conquistavano utenti. Uno dei migliori era Google che, oltre a tanti altri fattori, usava i backlink come segnale di posizionamento. Per semplificare: per essere primo su Google un sito doveva farsi linkare da altri siti. I webmaster iniziarono così a chiedere link a tutte le directory del pianeta e la qualità dei contenuti iniziò a calare.

Perché abbiamo creato webooking.net: per studio e divertimento, non è un sito su cui investiamo particolari risorse. È una directory di siti dedicati al turismo, in Italia e a Malta. Non fa e non pretende di fare nulla più di così.

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